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Propagazione

 

 

La Propagazione

Le piante succulente si propagano in tre modi:

- Per Talea
- Per Innesto
- Per Seme

TALEA

La moltiplicazione per talea è la più semplice, più rapida e più usata. Gli articoli, le ramificazioni laterali, i polloni basali delle varie specie di piante si presentano bene per essere recise dalla pianta ed essere utilizzate per la propagazione.
Alncune specie di succulente provviste di foglie permettono la propagazione per distacco di foglie (Kalanchoe, Pachyphitum, alcune Sanseverie, etc..).
Le talee più semplici da fare sono appunto quelle di foglie; si staccheranno dal ramo o dal fusto delle foglie perfettamente sane che verranno fatte asciugare per qualche giorno. Poi si poggeranno su un sub-strato composto da 1 parte di torba e 2 parti di sabbia grossolana e si attenderà la formazione della nuova piantina, preferibilmente in ambiente caldo. Quando le foglie sono lunghe, da una foglia si possono ricavare più talee. Le talee di ramo o di porzione di fusto si eseguono tagliando con una lama sottile e ben affilata il ramo.
Si lascia asciugare il taglio, a seconda della specie delle piante, (ciò può richiedere alcuni giorni o alcune settimane), poi si pisizionerà la talea nel substrato, composto sempre da sabbia e torba, per una lunghezza di un paio di centimetri, ricordandosi di non piantaremai troppo in profondità; se la talea è molto alta la si sosterrà con un bastoncino.
Il periodo migliore per prelevare le talee è tarda primavera e l’estate, ma lo si può fare tutto l’anno purchè la talea sia fatta asciugare in un posto ben caldo ed arieggiato. Per i primi giorni la piantina ottenuta sarà mantenuta all’ombra e solo leggermente nebulizzata, poi la si farà abituare poco per volta al sole e si procederà con qualche rara annaffiatura fino a quando non si è certi che abbia emesso le radici

INNESTO


L’innesto consiste nel far saldare una parte viva di una pianta “mozza” su un'altra pianta di specie affine “porta-innesto” a cui è affidato il compito di assorbimento delle sostanze nutritive e di sostegno. I motivi per cui si innesta possono essere diversi;
a) far crescere rapidamente piante che altrimenti sarebbero molto lente
b) salvare una pianta ammalata o marcita alla base, innestandola su una base sana
c) fornire un apparato radicale robusto a piante le cui radici sono facilmente soggette a marciumi o che crescono male nei nostri climi
d) moltiplicare piante le cui talee o non radicano o emettono radici con grande difficoltà

La regola generale è che l’innesto deve essere fatto in modo che il porta-innesto sia sempre più robusto della pianta che è destinata a sostenere e nutrire.
Per le cactacee si possono usare come porta-innesti specie di Trichocereus, Cereus sia
Jamacaru che Peruvianus, Eriocereus, Echinopsis, mentre per le Euphorbiacee si impiegano Euphorbia carpariensis, trigona ed altre.
E’ preferibile innestare quando le piante sono nel pieno della fase vegetativa. Si effettua nei due soggetti un taglio orizzontale ad una certa distanza dall’apice, i tagli devono essere netti e le superfici perfettamente lisce, per questo è consigliabile utilizzare lame sottili e molto affilate. Sul portainnesto si smusserà ogni singola costolatura, in modo tale da facilitare le sovrapposizioni delle parti.
Si sovrappone poi la pianta da innestare sul porta-innesto, strofinandole più volte in modo da evitare la formazione di bolle d’aria; si disporrà in modo che i fasci dei vasi conduttori dei due soggetti coincidano in più punti possibili: infatti, qualunque sia il porta-innesto, sarebbe preferibile che i punti da far saldare siano di eguale diametro. Poi si fissa l’innesto solitamente con un elastico che avvolge l’innesto ed il vaso; la tensione dell’elastico deve essere tale che le superfici delle due piante siano sempre in contatto. A tal fine può anche adoperarsi una striscia di una vecchia calza da donna: si fissa facilmente nelle spine del porta-innesto ed è adeguatamente elastica per garantire, se ben fissata, la perfetta ”saldatura” dei due soggetti.

 

 


 

 

 

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