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Il Fusto

 

 

Il fusto costituisce il serbatoio d’acqua per molte piante grasse.
Il tessuto acquifero, cioè la riserva d’acqua, è molto sviluppato e può occupare interamente il fusto. La sua forma può essere cilindrica, semicilindrica o globulare; le forme sferiche, riducono la superficie di esposizione ai raggi solari che colpiscono solo una determinata zona per un breve periodo di tempo, lasciando la rimanente parte all'ombra.


Nelle maggior parte delle piante succulente, il fusto è ingrossato, le foglie mancano o sono sostituite da spine, setole o pelosità; quest’ultima quando è accentuata difende i tessuto dal freddo e dai raggi ultravioletti.


In mancanza delle foglie, è il fusto che assolve alla funzione clorofilliana, operando tutti gli scambi gassosi con l’atmosfera.
Nella parte superiore del fusto, cioè nell’apice, i tessuti risultano più delicati. In molte cactacee l’apice è spesso infossato e ricoperto da peluria, ciò per difendersi dai raggi del sole e dalle intemperie. La cuticola, cioè lo strato esterno che ricopre il fusto, può avere in certi casi uno spessore tale che anche se la pianta muore e secca, il guscio della cuticola piò rimanere quasi completamente eretto dando l’impressione che la pianta sia ancora viva, in altri casi invece è talmente sottile che la pianta, ritraendosi nel terreno nelle stagioni aride, può rimanere completamente ricoperta dal terreno.
Con il passare degli anni, in molte specie la base del fusto sembra lignificare, ma in realtà i tessuti diventano più sugherosi e si induriscono, pur mantenendo sempre il passaggio dei canali linfatici.

 

 


 

 

 

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